A mia Mamma

“E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d’arduo dirupo che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, e poi vanì. Soave allora un canto s’udì di madre, e il moto di una culla” (Il Tuono, Giovanni Pascoli, 1900).

Tutto nella vita puó mutare, persino il figlio ingrato e stolto puó abbandonare il padre e la madre, ma giammai loro possono anche solo allontanarsi dal figlio.

Ha ragione il Poeta: un tuono fragoroso, un rumore cupo e spaventevole, un bambino che trema di paura nella notte senza volto. Ma ecco il miracolo dell’amore e della vita: il bimbo tremolante viene soccorso dalla sua mamma e ne riceve in dono sollievo, protezione e amore. Per sempre.

Grazie Mamma mia!

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