Abbiamo bisogno di serietà e di speranza, non di demagogia e di paura

“Il latino è una lingua precisa, essenziale. Verrà abbandonata non perché inadeguata alle nuove esigenze del progresso, ma perché gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa. Quando inizierà l’era dei demagoghi, dei ciarlatani, una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà impunemente tenere un discorso pubblico e parlare in modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna. E il segreto consisterà nel fatto che egli, sfruttando un frasario approssimativo, elusivo e di gradevole effetto sonoro, potrà parlare per un’ora senza dire niente. Cosa impossibile col latino.” Giovannino Guareschi.

Certamente non è possibile tornare ad esprimersi in lingua latina, tuttavia l’attualità straordinaria del pensiero guareschiano, uomo libero e di sani principi, scolpisce lucidamente il tempo gramo che stiamo vivendo, il tempo della demagogia, cioè di coloro che fanno leva su sentimenti irrazionali e bisogni sociali latenti, alimentando l’odio, la rabbia, la paura.

Una sola risposta è possibile, anche se deve essere formulata in italiano: basta con la demagogia, agiamo con coraggio e torniamo alla politica della serietà e dell’ottimismo contro la degenerazione demagogica.

La demagogia è paura, la serietà e la vocazione di dire e di fare solo il bene comune sono la speranza. Ed è la speranza, non la paura, ad essere giusta e perfetta.

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