Ancora una riflessione sulla Donna: creatrice di Luce

Non si è spenta, fortunatamente, l’eco sulla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” (e neppure la settimana solare che ha ospitato questa fondamentale ricorrenza simbolica ….) e dunque sento viva l’esigenza interiore di svolgere un’ulteriore breve riflessione sulla Donna.
Comincio dalla citazione di un’esperienza vivente: “Se mai diventerò una santa, sarò di sicuro una santa dell’oscurità. Sarò continuamente assente dal paradiso per accendere la luce a coloro che, sulla terra, vivono nell’oscurità”. Divenne proprio santa la donna che faceva questa dichiarazione, era Agnese Gonxha, una religiosa indiana di origine macedone proclamata premio Nobel per la pace nel 1970 e nota a tutti come Madre Teresa di Calcutta.
Essa trascorse tutta la sua vita nei quartieri urbani degradati di quella città, tra malati ed emarginati di ogni genere. Era quello il suo mondo, una sorta di “paradiso in terra”, proprio perchè l’amore guariva più delle malattie, il sorriso sfamava più del cibo, la serenità si effondeva nelle anime e nei corpi più devastati.
La sua presenza è ancora viva e fulgida nelle bidonvilles di Calcutta proprio attraverso quella luce che il suo nome genera e che viene tenuta accesa dalle sue discepole e dai volontari.
Perchè parlo di Madre Teresa di Calcutta?
Perchè la Santa rappresenta una figura ideale ed esemplare di Donna che nel suo servizio umile ed incessante reso a favore degli ultimi, e quindi per il benessere dell’uomo e della società, ha agito evidentemente sulla base di vettori interiori di formidabile potenza religiosa e laico-solidaristica virtuosamente comuni e compenetrati poiché, sia pure in modo diverso ma ugualmente efficace, esprimenti una tensione spirituale verso il trascendente.
In soccorso, per lo svolgimento di questa breve riflessione, giunge anche l’Insegnamento di alcune dottrine iniziatiche sapienti e di grande diffusione sociale le quali ben guardano alla donna come “metà lunare” e perfetta “polarità contraria dell’uomo”. Queste espressioni, comprese nella loro accezione più intima e vera, non escludono ma anzi esaltano la natura preziosissima e il ruolo della Donna quale fecondo elemento di completamento della natura dell’Uomo, inteso sia come “maschio”, sia come creatura vivente che ingloba e fonde entrambi i generi, quello maschile e quello femminile.
Sul valore insostituibile dell’importanza e del ruolo della Donna ci illumina anche uno dei massimi pensatori dell’antichità: Socrate era particolarmente ben disposto verso le donne e non si limitava a riconoscere astrattamente le loro capacità, ma ascoltava i loro consigli giungendo ad ammettere senza difficoltà che alcune di esse avevano saggezza superiore alla sua”. Si dice infatti che Socrate avesse appreso il cosiddetto metodo “socratico” proprio da Aspasia, concubina di Pericle, che padroneggiava con “rara maestria la tecnica del discorso”.
Vado alla conclusione: il maschio e la femmina hanno natura, caratteristiche fisiche ed interiori, ruoli, profondamente diversi l’uno dall’altro, tuttavia quello che conta per davvero, naturalisticamente e sotto ogni altro profilo, è che entrambi costituiscono l’Uomo, cioè l’essere pensante, che è formato da queste due parti essenziali che hanno diritto di esprimere liberamente e in modo differente le loro specificità interiori, intellettuali e fisiche, ma hanno il dovere di rispettarsi e di compenetrarsi inscindibilmente in un’unica esperienza vitale e di continuazione della specie.
Non può dunque essere ammesso, neppure in astratto, che la Donna possa essere degradata e quindi divenire oggetto di violenza alcuna, ne fisica, ne psichica, ne di qualsiasi altra forma e natura, poichè quando ciò accade si verifica la negazione assoluta ed irrecuperabile della natura dell’Uomo nella sua accezione completa e si spegne la Luce che anche la Donna concorre ad accendere.
Lo ripeto, la donna è uno scrigno inespugnabile dalla violenza, che invece si apre dolcemente e passionalmente al vibrare del suono dell’amore. Ecco perchè la donna è anche “santa” e, assieme all’uomo, al suo elemento solare, è creatrice di Luce.

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