Appello allo studio

Il saggio Confucio, vessillo della cultura, dell’etica e della spiritualità della Cina antica, in uno dei suoi “Dialoghi” così si esprimeva: “Non sono venuto al mondo col sapere innato, ammiro gli antichi e mi sforzo di penetrarne il senso”.

Pur se indirettamente, Confucio configura un elogio dello studio che, per essere vero ed efficace, esige impegno, rifugge dall’approssimazione, detesta i luoghi comuni e, per essere in tema con i tempi attuali, “vaccina” dai “ragionamenti di pancia”.
Anche attraverso lo studio profondo, serio e costante si rimane legati alle proprie radici culturali e storiche e si riesce a realizzare un altro illuminato pensiero del Saggio, che così insegnava ai suoi discepoli: “Siate devoti alla sincerità, dediti allo studio e difendete fino alla morte la via del bene”.

L’appello allo studio deve dunque coinvolgere convintamente ogni “agente sociale”, il singolo, la famiglia e la società, perché solo restituendo preminenza e valore effettivo allo studio (dunque alla volontà, al sacrificio, al merito, alla “serietà e al senno”) si otterrà una società più preparata, più equa e giusta, più vocata a percorrere la via del bene e dell’etica.

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