Arte e Scienza: esiste un legame?

Tra Arte e Scienza non esiste un’inscindibile unità poiché non possono essere annullate le rispettive differenze.
Si possono invece individuare aperture reciproche basate su un crescente confronto che si fonda su mutue suggestioni e su una comune tensione conoscitiva.

Un punto d’incontro è certo quello della creatività in quanto la creazione intellettuale è figlia di un bilanciamento sottile ed equilibrato tra libertà e vincolo.

Una prima tensione conoscitiva comune è costituita dalla nozione di bellezza, tanto che la stessa Scienza nel corso del novecento ha incorporato il “principio di bellezza” nel proprio metodo, così nobilitando l’attività creativa di molti artisti che si sono sono sforzati di trovare nuove modalità espressive attraverso sofisticati strumenti di lavoro (scientifici, per l’appunto) e persino materiali innovativi da lavorare e plasmare. L’Arte diventa perciò il linguaggio comune che permette di avvicinare un’ampia platea di giovani alla bellezza della ricerca scientifica.
Procedendo alla scoperta dell’intima relazione, si può comprendere che alla base del lavoro dell’artista e dello scienziato c’è una sorta di “manovra della mente” che procede dal disordine all’ordine, che consente la creazione di opere d’arte da un lato e di teorie scientifiche dall’altro.

Si può ben affermare, dunque, che la tensione che avvicina l’Arte e la Scienza ha un valore primario nel mondo contemporaneo ed è generatrice feconda di vocazioni per l’una e per l’altra.

Ricercare la comune tensione tra Arte e Scienza significa operare dal disordine per giungere all’ordine, significa lavorare in uno sforzo personale ed interiore, ma anche comunitario, per realizzare compiutamente quella finalità di equilibrio che l’esperienza iniziatica e creatrice condensa felicemente nella formulazione classica dell’ “ordo ab chao”.

Condividi questo articolo...

LinkedIn
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email