Autorità o autorevolezza?

Ogni gruppo sociale ha bisogno di una guida capace di indicare la via, di creare l’indispensabile condizione di armonia e di trascinare i componenti prendendo le giuste decisioni.

Nel pensiero comune e più superficiale si pensa che il leader è tale quando si dimostra autoritario, cioè in grado di imporsi sugli altri e dare ordini.

In realtà, l’autorità è legittima, è riconosciuta ed è obbedita dal gruppo solo se essa è la sintesi del “volere” con la legge.

Al di fuori della legge l’autorità rappresenta solo un volere dispotico, cioè il volere che non sa quello che vuole, ossia vuole e disvuole a proprio piacimento e perciò non possiede alcuna autorità.

Ciò che serve davvero al gruppo è dunque un leader che non dia ordini rispondenti al suo arbitrio, ma che conformi il proprio imperium alla legge.

Ma più ancora e prima dell’autorità, al gruppo serve un leader che abbia credito, stima, prestigio, che sia tenuto in gran conto dai componenti del gruppo, cioè serve un leader autorevole e carismatico.

È l’autorevolezza la caratteristica prima ed indefettibile di un vero leader e questa dote, perché è una dote, non la si può acquistare o imparare ma deve essere innata.

È una dote di libertà di pensiero e di azione, è la dote degli uomini che non hanno né padroni, nè padrini.

Degli uomini liberi, dei leader autentici.

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