Brancaleone e il Calcio: una storia d’amore

Cari Amici,
voglio parlarVi di un argomento apparentemente leggero, ma che, in realtá, è emotivamente per me intenso: l’amore fedele e passionale tra un paese calabrese, Brancaleone, a me molto caro (assieme a quello, contiguo, di Bruzzano Zeffirio) e il pallone.
La storia comincia con il ricordo di un personaggio indimenticabile del giornalismo sportivo italiano, Gianni Brera.
Questi, probabilmente in preda ad una delle sue feconde crisi “onomaturgiche”, inventó “Eupalla”, la dea che presiede alle vicende del gioco più bello del mondo, il Calcio.
La dea Eupalla qualche giorno fa ha volto il suo sguardo benigno verso il paese di Brancaleone, il luogo natio di mio padre, l’ultimo lembo di terra dell’Italia peninsulare.
Poi c’è solo il mare.
Brancaleone è un piccolo paese baciato dalla natura (mare e colline incontaminati), peró dalla economia non certo florida.
Che possibilità, dunque, poteva avere una squadra di beach – soccer formata da giovani (e meno giovani) ragazzi autoctoni di raggiungere la Serie A?
Sulla carta obiettivamente molto poche, forse nessuna, visto che il confronto calcistico, numerico ed economico era con realtá notevolmente più grandi, blasonate e ricche.
Peró la dea Eupalla ci ha messo lo zampino e ha voluto esaltare la classe, la forza, la bravura e la passione indomabile, forse persino ancestrale, di una generazione calcistica autenticamente e fieramente brancaleonese.
Il Brancaleone, appena qualche giorno addietro a Viareggio, si è infatti imposto nei play off nazionali e ha raggiunto la serie A di beach – soccer. E lo ha fatto con una supremazia impressionante di gioco e di reti, vincendo tutte le partite con punteggi tennistici.
La dea Eupalla non agisce a caso.
Un criterio e un fine nel suo agire ci sono senz’altro. Ma noi siamo umani e quindi non abbiamo i mezzi intellettivi per capirli, ma, al massimo, possiamo tentare di immaginarli.
Mi piace pensare che la straordinaria impresa del Brancaleone sia figlia dei calciatori del presente, ma costituisca anche l’espressione muscolare e nel contempo romantica della vitalità delle radici, che sono assai profonde e che vedono nel mitico presidente che fu l’amico Enzo Galletta l’artefice principale di questa straordinaria e attuale storia di successo che è l’APD Brancaleone.
La dea Eupalla stavolta ha guardato a sud, molto a sud. E ha visto bene.
Bravi ragazzi, ci avete reso felici e fieri di essere brancaleonesi.

Condividi questo articolo...

LinkedIn
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email