Calabria Magnifica!

La cura per le immeritate amarezze a cui il popolo calabrese è stato sottoposto negli ultimi tre giorni è costituita dalla solare e impareggiabile bellezza della Calabria.

Basta pensare per un solo attimo alla sua struggente magnificenza e al fatto che questa terra ha dato il nome alla penisola italica (in tempo pre-romano era abitata dagli Itali, discendenti degli Enotri, e si chiamava Italia), per comprendere come ogni misera ed insipiente manifestazione umana scompare improvvisamente e con mestizia nel buio assoluto della colpa e dell’ignoranza.

Moltissime sarebbero potute essere le immagini espressive della bellezza della terra dei Bruzi; ho pensato all’incontro virtuoso e creativo tra la natura e l’uomo e dunque ho scelto quella del “Lungomare Falcomatà” di Reggio Calabria, “il più bel chilometro d’Italia” secondo Gabriele D’Annunzio”, con lo sfondo candido ma imperioso dell’Etna, nelle cui viscere alberga la fucina di Efesto, il dio del fuoco. E con l’ulteriore sfondo rappresentato dal lembo di mare che separa, ed unisce nel contempo, la Calabria e la Sicilia, nel quale la mitologia celtica tramanda esistere la dimora della Fata Morgana e che è l’unico luogo del territorio italico in cui si verifica come una magia il fenomeno ottico che sembra unire Calabria e Sicilia e dare vita a visioni uniche, mirabili e fantastiche.

Cari corregionali, lasciamo dunque da parte per un momento le ingiuste amarezze di questi giorni, chiudiamo gli occhi e tuffiamoci senza timore tra le braccia del mito, facciamoci avvolgere dal materno amore della natura, della bellezza, della fierezza e della magnificenza della nostra terra di Calabria.

Ne trarremo sicuro sollievo e sopratutto indomito stimolo per reagire con fierezza e con coraggio alla tante, troppe deturpazioni che scarnificano il corpo vivo di una terra che merita amore e rispetto e che noi calabresi per primi dobbiamo amare e rispettare.

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