I luoghi del cuore

Io sono cresciuto in questi luoghi e ne sono fiero. Non ci sono parchi di divertimento, ne boulevard, ne centri commerciali.
Però c’è tanta umanità, tanta amicizia, tanto sapere antico, tanto profumo di terra, di mare, di vita.
Non è il paradiso naturalmente, perchè anche in questi luoghi l’uomo non sempre ha agito bene e per il bene.
Ma, pur con le contraddizioni e i chiaroscuri umani, ancora oggi la natura, i suoi colori, le sue fragranze e le sue voci si conservano intatti, splendenti e fecondi.
Nei prossimi tre giorni al mio paese, come da tradizione ormai antica, si festeggerà solennemente la patrona “Santa Maria della Catena”.
Le tradizioni devono essere mantenute. Costituiscono la nostra memoria, ci legano al passato, danno senso e sostanza al presente e ci proiettano nel futuro attraverso le generazioni che verranno.
In successione omaggio con gratitudine perenne i luoghi del cuore (muovendo dall’Aspromonte sino al mare): il monte (“Scapparruni”), il borgo di Motticella (frazione di Bruzzano), la campagna tra Motticella e Bruzzano, la “Fiumara” (come non pensare a Corrado Alvaro…), la “Rocca Armenia” (l’antica Bruzzano), il paese di Bruzzano Zeffirio, il Santuario della Madonna della Catena, la via che si dipana dal paese verso il santuario (con il Mar Jonio sullo sfondo), ”l’Arco Trionfale dei Carafa” (il simbolo di Bruzzano Zeffirio), la statua della Madonna della Catena (in verità non l’autentica, che è custodita presso il santuario), la statua originale, in marmo di alabastro, che probabilmente è di scuola gaginesca.
Non aggiungo altro. Siano le immagini a parlare.

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