I valori supremi della Repubblica e l’elezione del Capo dello Stato

Tra pochi giorni i c.d. “Grandi Elettori” eleggeranno il nuovo Presidente della Repubblica e l’auspicio è che lo facciano velocemente e con il più largo consenso.

Non intendo partecipare al “toto-nomi” che tanto sta appassionando gli organi di stampa e i social perchè la mia opinione è del tutto ininfluente, pur se confesso, come probabilmente molti o moltissimi, di avere una precisa preferenza.
Però, vista la straordinaria importanza dell’elezione – che interviene ogni sette anni – e la particolare complessità del momento storico che il Paese sta vivendo, è importante ricordare che la Costituzione Italiana contiene alcuni principi supremi che non possono essere sovvertiti o modificati neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi di rango costituzionale. Tali principi appartengono all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Carta costituzionale.

Confido perciò che in questi giorni di effettiva trepidazione e di ricerca delle parti politiche di una convergenza il più possibile unitaria o almeno largamente maggioritaria, prevalga nettamente la capacità di scegliere quale prossimo Capo dello Stato una persona che abbia le stigmate dello statista e che abbia chiari e sacri i principi inalienabili della Repubblica Italiana. Tra essi ne voglio ricordare quattro: il Lavoro, la Libertà, l’Uguaglianza e la Laicità dello Stato.

Spero davvero che i Grandi Elettori siano illuminati nella loro scelta e che eleggano al più alto magistero della Repubblica uno spirito autenticamente laico, che abbia cara e sacra la vita, la libertà, l’onore, la dignità e la sicurezza di tutti.

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