“Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo” di Albrecht Dürer

L’incisione raffigura un cavaliere che, statuario nella sua postura, vestito di una splendida armatura, con un elmo sul capo e armato di spada e di lancia, cavalca indomito su un maestoso destriero. Illuminato da una luce che ne fa risaltare la ferrea decisione, il cavaliere si dirige, sorretto da una indomabile fede religiosa, simboleggiata dal cane, verso una meta lontana. Si tratta di una città fortificata che molti hanno pensato essere Norimberga, la città natale di Dürer, ma che più plausibilmente si potrebbe identificare con la Gerusalemme celeste dell’Apocalisse, ossia la meta ultima di ogni cristiano.

Questa immagine si ripresenta proprio oggi con immutato vigore e si insinua potentemente nell’animo di chi la vuole accettare e in essa vuole identificarsi, essendo per questo in grado di guardare davanti a sé senza paura e di lottare senza timore per sè e per il proprio fratello, perché non si cura né della morte né del diavolo.

Questo è l’insegnamento di Albrecht Dürer e, in fondo, la direzione del nostro cammino tra la morte e il diavolo, i quali non possono vincere sul cavaliere consacrato ai valori eterni della libertà, della fraternità, dell’etica e della giustizia.

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