Il dovere di mantenere la parola!

Una delle regole fondamentali della convivenza sociale è il patto di fiducia tra Stato e Cittadino: il contratto sociale tra governati e governanti implica obblighi precisi per ambedue le parti.
Accettando spontaneamente le leggi che vengono loro imposte, le persone perdono una parte della loro libertà per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale. A fronte di questa rinuncia di “sovranità”, lo Stato ha il dovere di assicurare la sicurezza sociale e, sopratutto, di mantenere la parola data.

Francamente, senza intervenire nell’agone politico ma nel contempo senza rinunciare alla mia libertà di pensiero e di parola, da cittadino e uomo libero sento forte il dovere di affermarlo “senza giri di parole”: dire agli operatori turistici del “mondo bianco” appena 12 ore prima della riapertura che domattina gli impianti resteranno fermi è una “presa per i fondelli” per loro e per tutte le persone che, spinte fiduciosamente dalla riapertura più volte ribadita dal Governante nelle ultime settimane, hanno prenotato in alto numero gli alberghi. Non si fa così, non si deve far così.
Così agendo lo Stato viola il patto di fiducia con i Cittadini, che hanno il diritto di fidarsi del Governante e di avere fiducia piena che questi mantenga la parola.

Purtroppo oggi così non è stato e dunque in questo momento la mia solidarietà va alle decine di migliaia di lavoratori e imprenditori del “mondo bianco” che da un anno soffrono una crisi “nerissima”, che si sono preparati per settimane (spendendo tempo e soldi che ora si tramuteranno in debito) e la cui luce di speranza (peraltro non certo rutilante) in fondo al tunnel è stata spenta all’improvviso e a pochi passi dalla meta così tanto agognata.
Confido che la stagione politica che si è appena inaugurata, la stagione dei “Costruttori”, si preoccupi innanzitutto di recuperare al Governante il dovere di mantenere la parola. Il Cittadino ne ha diritto.

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