Il peccato e il desiderio

“Il peccato” di Heinrich Lossow, olio su tela del 1880, raffigura due corpi in pugno al voto di castità che cedono alla passione carnale andando oltre le inferriate (sia fisiche che metaforiche) poste dalle rigide regole della religione cattolica.
Il dipinto rappresenta ció che mette in moto ogni gesto umano, ossia il Desiderio.
Si tratta di una forza il più delle volte irresistibile che ci fa muovere verso qualcosa o qualcuno.
Il messaggio del grande artista è chiaro: in presenza del desiderio, neppure le sbarre fisiche e il rigidissimo contesto proibitivo della chiesa medioevale impediscono a un uomo e una donna di unire corpo e anima.
Le forme di desiderio sono tante, non solo pulsionali e carnali, forse le più primitive e ancestrali ma certamente naturali, ma anche emotive, intellettuali, spirituali.
Ma pure gli oggetti, i titoli, i ruoli e tanto altro ancora possono essere fonte di forte desiderio da parte dell’uomo.
C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo?
No, non c’è niente di male nel desiderare la vita, l’amore, la felicità, l’affermazione economica e sociale, gli stessi beni materiali.
L’uomo, quando è davvero tale, è anche “uomo di desiderio”, come scriveva Louis Claude de Saint-Martin.
Il problema è però rappresentato dalla deturpazione del sentimento, cioè dalla situazione fisica od emotiva in cui il desiderio è conquistato dalla lussuria (in senso pieno, non solo fisico) che lo possiede e lo trasforma al punto da farlo divenire la causa delle cose più orrende, dei comportamenti più immorali, persino del tradimento dei propri amici, famigliari, fratelli, genitori, persino dell’annichilimento della propria dignità.
In questo contesto di depravazione del desiderio, anche il denaro e il potere, se non controllati e regimentati nell’ambito del lecito e del possibile, sono spesso idonei a far divenire animale l’uomo che viene posseduto dal loro lato oscuro.
Come resistere e restare immuni?
Non è affatto facile e per dirsi davvero alieni da una siffatta malattia del corpo e dell’anima occorre essersi trovati almeno una volta nel deserto dell’anima ed essere stati tentati dal lato oscuro della propria coscienza.
L’unica via è resistere alle tentazioni del male, conservandosi, con l’aiuto della coscienza e della consapevolezza di se, come “uomo di desiderio”, cioè l’essere pensante in cui la natura fisica e la forza primordiale creano un uomo raziocinante fatto di senno e di serietà.

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