In Italia si continua a morire di Lavoro…

In questi giorni è tutto un discutere animosamente di lotte intestine tra magistrati, di pseudo-logge di denominazione magiara (in Italia, al solito, quando non si sa a chi attribuire una colpa si tirano in ballo, a turno, la Massoneria, il complotto pluto-giudaico-massonico, i servizi deviati, il Bilderberg e altre fantomatiche organizzazioni dal sapore “bondiano” – forse per sviare l’opinione pubblica dalla causa reale del problema?), di dissidi tra i partiti di centrodestra e di centrosinistra per la scelta dei candidati alle amministrative d’autunno e per la leadership dei rispettivi schieramenti, di guerre fratricide per la conoscenza di liste di iscritti a movimenti in declino inesorabile di idee, valori e numeri.

Pochissime parole e nessun fatto, invece, sono dedicati a una virulenza acuta e mortifera che, vergognosamente, ogni giorno sfregia la dignità del nostro Paese: ancora nel 2021 in Italia si registrano di media due morti al giorno sul luogo di lavoro e nell’ultima settimana oltre dieci morti!

Da troppo tempo l’Italia soffre questa piaga sociale di inammissibile gravità e perdurante longevità: ma in un Paese e in un globo terracqueo dominati dal cosmopolitismo, da internet, dal 5G e tante altre “modernità”, è ammissibile continuare a perdere migliaia di vite all’anno come succedeva nell’ottocento?

Ma è possibile che questa quotidiana strage non riscontri l’attenzione e l’efficace azione della Politica, dei giornali, dell’opinione pubblica?

Ma è possibile che non si riesca a far rispettare le già esistenti e numerose regole poste a tutela dell’incolumità sul posto del lavoro e in difesa della vita e della dignità di tutti i lavoratori, valori essenziali garantiti dalla nostra Costituzione?

Io penso che la soluzione di questa tragedia senza fine non risieda solo nella pur necessaria attività legislativa e amministrativo-giurisdizionale di creazione delle norme, di controllo e di sanzione, ma consista in un mutamento effettivo del sentire sociale, in una consapevolezza responsabile e definitiva da parte dell’Uomo che non si deve crepare sul luogo di lavoro.

Anche la Tradizione e l’Etica sono di fondamentale importanza per giungere al nuovo stato di “consapevolezza responsabile”: una nota scuola iniziatica occidentale, che è maestra di vita etica e di tensione alla spiritualità, insegna che “Tutti gli uomini devono lavorare onestamente nei giorni di lavoro, onde possano vivere decorosamente nei giorni di festa”.

Ecco la preziosità dell’insegnamento: lavoro, onestà, decoro, sicurezza, festa (da intendere come diritto alla felicità), tutti elementi naturali indispensabili per la vita dell’Uomo.

Il pensiero volge pietoso, per tutti, a Luana D’Orazio, giovane mamma operaia ventiduenne, bella e piena di vita e di sogni, che il luogo di lavoro, il luogo a cui si era vocata per “guadagnare il pane” e che pensava sicuro, ha strappato alla vita.

Non dimentichiamola, non dimentichiamoli!

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