La chiave non gira…

Pensate a cosa ha potuto provare il povero sig. Ennio Di Lalla, romano, ottantaseienne, cardiopatico, che rientrato a casa sua dopo essere andato dal medico curante non è riuscito a “far girare la chiave” nella porta d’ingresso alla sua abitazione perché un’altra persona l’aveva nel frattempo occupata e aveva cambiato la serratura. Paura? Smarrimento? Rabbia? Desolazione? Solitudine? Incredulità? Certamente tutto questo e tutto assieme, emozioni forti, fortissime, e tutte spiacevoli, che non meritava di patire.

Il Sig. Ennio Di Lalla rappresenta ciascuno di noi, rappresenta il nostro anziano genitore o il nostro anziano nonno. Non voltiamoci dall’altra parte, non consideriamo questo episodio un fatto isolato o che a noi o ai nostri Cari non può capitare. Non è così, succede molto spesso e succede soprattutto nelle periferie delle nostre città e ai nostri anziani genitori e nonni, cioè nei luoghi che hanno il maggior bisogno di essere tutelati e vigilati e alle persone che hanno il sacrosanto diritto di vivere in serenità e sicurezza la parte ultima della loro esistenza terrena.

Visto il proliferare di questo infausto fenomeno sociale, l’analisi delle cause scatenanti deve essere fatta e occorre comprendere ed intervenire. Ma su un principio primario non si deve transigere: la casa, più ancora di qualsiasi altro bene di nostra proprietà, la quale è il luogo più intimo della nostra esistenza, non si tocca e nessuna giustificazione può essere concessa ad un uomo o ad una donna, di qualsiasi età, etnia e situazione economica, che compie un gesto così ingiusto e infame.

Lo Stato, prima e più ancora che preoccuparsi di comprendere le ragioni di chi compie questi gesti (anche perchè, francamente, rilevo che in pochi casi sono motivati da situazioni vere di bisogno esistenziale e nella maggior parte invece da puro intento delinquenziale), deve farsi carico della responsabilità etica, sociale e giuridica di agire con determinazione immediata per ripristinare la violazione materiale e la prostrazione psichica subite da chi è spossessato con violenza della propria casa e quindi, visto che siamo una nazione iperprolifica sotto il profilo legislativo e considerato che per il povero Sig. Ennio ci sono voluti 22 interminabili giorni per rientrare nella sua abitazione (nel frattempo devastata), se c’è da fare una legge per consentire alle Forze dell’Ordine di intervenire con immediatezza ed efficacia, la si faccia e la si faccia subito. Lo Stato dimostri coraggio e tuteli veramente i cittadini seri e onesti, specie se anziani.

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