La “coda di paglia”…

Penso non vi siano uomini o donne che non abbiano provato concretamente la situazione emotiva, ed a volte così intensa da costituire anche un tremolio fisico, integrata dall’espressione “coda di paglia”.
Il significato è chiaro: ha la “coda di paglia” chi, pur ostentando sicurezza ed onestà, sa di avere la coscienza sporca.

Alla base c’è l’ipocrisia, un vizio che autoassolve e autogiustifica ma che non riesce a rendere tranquilla la coscienza quando essa è tutt’altro che limpida.
Quando ciascuno di noi, purtroppo, cade nel vortice dell’ipocrisia e si rifugia nell’orgoglio della falsità, la medicina non può essere che quella della severità verso se stessi e del recupero della verità. Cristo ha coniato una bellissima immagine, quella dei “sepolcri imbiancati, belli a vedersi all’esterno, ma dentro pieni di ossa di morti e ogni putridume”.

Lo stato di ipocrisia, per essere guarito, richiede dunque l’esercizio impietoso del giudizio sincero su se stessi, sapendo che ciascuno di noi ha qualche macchia nascosta.

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