La Dignità

La fine della parabola umana di un potente ci insegna che nulla di ciò che riteniamo di possedere ci appartiene veramente. Ne siamo solo i gestori provvisori.

Nulla trapassa ma tutto resta qui, nel mondo terreno. Così è per ogni uomo, cosí è stato dall’inizio dei tempi e cosí sarà sino alla fine dei tempi.

Pensiamoci un attimo: ciascuno segue in libertà di arbitrio percorsi tracciati da una Volontà di fronte alla quale il potente, il ricco, il prevaricatore, il criminale, l’egoista, ma anche il giusto, il pio, il sapiente, il coraggioso, il misericordioso, il generoso e pure l’ultimo e più povero degli uomini non si distinguono più di quanto possano differire tra loro due granelli di sabbia.

Un unico bene, che è un valore inviolabile da parte di chiunque, qualunque sia il suo potere terreno, contestualmente portiamo con noi e lasciamo in eredità a chi rimane. Questo bene è la Dignità!

Solo la vita e l’esempio degli uomini retti e portatori autentici di Dignità resistono al tempo e rimangono scolpiti indelebilmente nel ricordo e nella considerazione grata e perenne di chi resta e di chi verrà dopo.

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