La Divisa non fa paura!

«Io non ho paura delle divise. Ho paura di una politica che delega la gestione del proprio fallimento a chi indossa una divisa. Ho paura delle divise che fanno il mestiere che non è delle divise. Vedere un generale fare il lavoro di un politico dà la misura esatta della catastrofe istituzionale che stiamo vivendo. Per questo un generale a guida dell’emergenza non solo non mi rassicura, ma mi rivela che siamo sull’orlo del precipizio», tratto dal post di precisazione della scrittrice Michela Murgia (della serie “La toppa è peggio del buco”).

In questi giorni i giornali e i social sono inondati da farneticazioni che hanno avuto origine da improvvide dichiarazioni della scrittrice Michela Murgia, rilasciate durante la trasmissione “Di Martedì” su La 7, sul fatto che il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo indossi l’uniforme durante l’espletamento del suo servizio di Commissario Straordinario all’Emergenza Covid-19 e che ciò potrebbe indurre i cittadini a esserne “spaventati”.

Addirittura un giornalista di nome Luca Bottura ha usato un’espressione altamente offensiva quale “costume carnascialesco” per stigmatizzare l’uso dell’uniforme da parte del Gen. Figliuolo, scomodando, per rendere giustificata la propria opinione, le solite questioni sulla “gioventù” della democrazia italiana, sul fatto che i militari devono restare relegati nelle caserme ed altre consimili banalità trite e ritrite.

Alla scrittrice Michela Murgia, al giornalista Luca Bottura e a tutti coloro che hanno “paura” della divisa del Gen. Figliuolo consiglio di leggere con attenzione l’art. 1 della legge n. 331\2000: “Le Forze armate sono al servizio della Repubblica …. Le Forze armate concorrono alla salvaguardia delle libere istituzioni e svolgono compiti specifici in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza”.

Mi chiedo: c’è qualcuno che ha dubbi sulla straordinaria emergenza epidemiologica che da oltre un anno l’intero globo terracqueo sta vivendo? C’è qualcuno che ha dubbi sul fatto che il Commissario Straordinario Gen. Figliuolo è stato chiamato in tale ruolo dalla politica (l’ha nominato il Presidente del Consiglio) e non si è autoproclamato? C’è qualcuno che ha dubbi sul fatto che la precedente situazione di gestione operativa dell’emergenza pandemica era stagnante, se non inefficace?

Aggiungo che il Presidente del Consiglio Prof. Mario Draghi ha nominato il Comandante Logistico dell’Esercito Italiano, dunque il militare italiano più preparato e istituzionalmente preposto a lavorare su scala nazionale per la gestione del servizio logistico, attività nella quale a pieno titolo rientra quella dell’organizzazione di tutte le misure strutturali e logistiche di contrasto al virus.

Mi chiedo quindi: perché il Gen. Figliuolo dovrebbe svolgere l’alta e delicata funzione a cui è stato chiamato dalla politica in abiti civili? Forse non si è conquistato la sua divisa e i suoi gradi per merito? Saranno dunque affari suoi se preferisce agire con l’abito professionale invece che con quello civile? E perché mai gli italiani dovrebbero avere paura della sua divisa?

Io non ce l’ho, anzi mi sento molto rassicurato quando vedo una divisa per strada che svolge il proprio dovere al servizio della collettività.La divisa non è solo un vestiario, è un’espressione vivida di comportamento e rappresenta l’estrinsecazione di valori altissimi quali l’onore, l’obbedienza, il servizio, il sacrificio, la Patria.

Concludo confidando che a coloro (ritengo assai pochi, peraltro) che hanno paura della divisa del Gen. Figliuolo sia di fortezza (e di rassicurazione) il brocardo inciso sullo stemma araldico dell’Esercito Italiano, che non abbisogna di alcun mio commento poiché “parla da sé”: “SALVS REI PVBLICAE SVPREMA LEX ESTO”.

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