La follia dell’uomo malvagio non conosce limite

Le parole degli antichi sapienti conservano intatte la loro attualità e profondità.

Marco Tullio Cicerone – celebre politico e filosofo dell’Antica Roma – così scriveva: “Mala tempora currunt sed peiora parantur”, cioè “corrono brutti tempi ma se ne preparano di peggiori”.

La follia omicida di Hamas, che ieri mattina ha sferrato un attacco senza precedenti a Israele, causando almeno 700 morti (fa impressione specialmente il massacro di 250 giovani inermi che si erano radunati in una zona desertica per partecipare a un rave party musicale) e prendendo ad ostaggio un numero alto e ancora imprecisato di ostaggi militari e civili, tra cui molti bambini in tenera età, costituisce un inno alla bestialità umana e un atto assassino che, purtroppo, lascia presagire l’avvento di tempi buissimi e pericolosi nell’area mediorentale del pianeta.

Le sofferenze del popolo palestinese sono ultradecennali e forse negli ultimi anni sono state troppo trascurate dalla politica regionale, internazionale e dai media. E ció è un errore gravissimo, dalle conseguenze incalcolabili.

Ma puó, questo, giustificare un atto terroristico così devastante e mortifero?

Puó la pretesa di Hamas, solo apparente, di proteggere i luoghi santi dell’Islam “dall’infedele giudaico”, tra cui la moschea al – Aqsa di Gerusalemme, rendere ideologicamente e moralmente giustificata un’azione premeditata di sterminio di donne, uomini, vecchi e bambini innocenti e indifesi?

La risposta è ovviamente e sicuramente NO e la matrice religiosa dei pazzi terroristi è solo una scusa ed è stata scelta e propagandata, come spessissimo accade, per essere data in pasto alle masse formate da menti deboli e non informate, per carpirne la benevolenza ed eccitarne il desiderio di vendetta.

L’azione terroristica e folle di Hamas, piuttosto, ha avuto il fine preordinato di bloccare il dialogo che da tempo, in modo sotterraneo ma fruttuoso, si stava sviluppando, con la mediazione dell’Egitto, tra Israele e l’Arabia Saudita, che è lo stato più potente di tutta l’area, soprattutto dal punto di vista economico-finanziario.

Ora si ricomplicherà tutto.

I sunniti arabi saranno di nuovo ai ferri corti con gli sciiti, Israele raderà al suolo la Striscia di Gaza, gli americani muoveranno la sesta flotta e la schiereranno davanti alle coste libanesi ed israeliane, l’Iran si farà sentire attraverso i fondamentalisti di Hamas e Hezbollah, in Egitto i Fratelli Musulmani rialzeranno la testa e costringeranno al – Sisi a repressioni sempre più diffuse e cruente, Putin e la Russia non staranno a guardare e correranno ad inserirsi nel turbinio degli eventi.

Purtroppo i mesi che verranno (e speriamo che siano solo mesi) saranno di guerra, necessariamente di guerra.

I terroristi di Hamas non hanno affatto aiutato il popolo palestinese con il loro gesto folle e omicida, ma lo hanno ancora una volta affossato e depredato della possibilità di avere la pace.

Hamas non difende i palestinesi ma li affossa in una melma fangosa che risucchia tutto e tutti.

I colpevoli dovranno essere puniti, su questo non c’è dubbio. E lo Stato di Israele ha diritto di difendersi e sradicare Hamas.

Ma dopo?

Mentre lo scrivo penso sia una utopia, ma forse l’Europa puó darsi un senso vero e, una volta tanto, muoversi compatta ed essere veicolo autentico di dialogo di ascolto di tutte le voci in campo per tentare di tracciare una via di mediazione e di ricerca effettiva della pace.

Sará difficilissimo, ma tutti gli uomini, governanti, religiosi, interpreti laici della convivenza fraterna tra le genti, muniti di saggezza e di buone intenzioni hanno ora l’obbligo di farsi avanti.

Se la Politica esiste ancora, ebbene ora deve battere un colpo.

Aveva ragione Cicerone, “Mala tempora currunt sed peiora parantur”.

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