La legge è uguale per tutti?

Non si spegne l’eco delle frasi con le quali sabato scorso, in occasione della manifestazione organizzata a Roma contro il “Green Pass”, il magistrato messinese Angelo Giorgianni ha arringato la folla.

Non critico il diritto di un magistrato di avere le proprie idee su qualsiasi tema ed anche il diritto di esprimerle come libero cittadino (quindi, affinchè sia chiaro per chi legge e mi siano risparmiate sterili polemiche, non entro nel merito della discussione così tanto animata del “pro o contro il Green Pass”), però non è ammissibile, ne giustificabile, che un magistrato in servizio attivo salga su un palco e arringhi la folla con affermazioni dal contenuto suggestivo, se non addirittura eversivo dell’ordine democratico, quali: “In nome del popolo italiano il Green Pass è abrogato”, “Oggi il popolo sovrano ha dato il preavviso di sfratto a coloro che occupano abusivamente i palazzi del potere”, “Oggi il popolo sovrano reclama giustizia per i morti che hanno causato, per le privazioni, per la sofferenza, e noi per loro vogliamo un processo, una nuova Norimberga”.

Lo dico con coscienza e con piena assunzione di responsabilità: chi veste la toga per indagare o per giudicare i propri simili e i loro diritti ha il dovere primario e ineludibile, più di chiunque altro e specie nel caso di esternazioni pubbliche, di essere misurato, equilibrato ed indipendente anche quando non esercita la propria funzione. Ma sopratutto ha il dovere di apparire misurato, equilibrato ed indipendente, poichè solo incarnando queste caratteristiche indefettibili acquisisce il rispetto e la fiducia del popolo e ne ottiene il fermo, ma docile, assoggettamento alla difficilissima e non poche volte ingiusta situazione di indagato o di imputato.

Il magistrato Angelo Giorgianni ha palesemente e colpevolmente agito in modo non conforme a quanto la legge e la deontologia impongono a un giudice in servizio. V’è un’unica risposta possibile a questa insopportabile distorsione democratica e l’onere della sua realizzazione spetta proprio alla Magistratura: l’applicazione giusta ed equilibrata, ma immediata, del principio ”La Legge è uguale per tutti”.

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