La libertà della Parola

Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e Compatrona d’Europa, diversi secoli fa ha scritto così a Papa Gregorio XI: «Santità, fate che io non debba lamentarmi di Voi con Gesù Crocifisso. Con nessun altro infatti potrei lamentarmi, perché Voi non avete superiore sulla terra!».

Santa Caterina da Siena è Dottore della Chiesa e io non ho certo i mezzi culturali e la dignità spirituale per comprendere nel fondo le sue parole.
Posso solo limitarmi a pensare che se la Santa ha rivolto un monito cosí vigoroso al Vicario di Cristo e se questi lo ha accettato come contributo alla costruzione della Verità, un significato c’è, è profondo ed è durevole nel tempo.

Secondo me ha voluto – anche – dire che prima e sopra il Papa c’è la Chiesa e quindi che ogni credente nel cattolicesimo ha il diritto di discordare dalle parole o dagli atti, perfino di un Papa, che apparissero contrari alla fede ricevuta con il battesimo.

Le parole della Santa sono di formidabile potenza e, se si abbonda nella cibazione, saziano lo spirito.
Penso pure che esse abbiano una efficacia edificatrice perenne che non si esaurisce nell’ambito religioso, ma coinvolge l’esperienza umana in tutti gli ambiti in cui essa si svolge.

Se si è in buona fede e si vuole costruire un mondo migliore usando pietre di verità, si può anche censurare l’operato di chi, per avendo una dignità altissima in campo religioso o laico, si abbandona a parole e comportamenti non coerenti con l’ufficio che è chiamato ad adempiere, senza che per ciò solo si venga tacciati di disobbedienza o, peggio ancora, di eresia e perseguitati per questo.

La Parola che costruisce la Verità non è una sola e soprattutto non può subire l’imposizione di un unico modo di esprimerla. Perciò, specie chi detiene le dignità altissime di istituzioni umane a vocazione spirituale, religiose o laiche, deve essere il custode della diversità che arricchisce e non il secondino della Parola.

Anche perché, a pensarci bene, non esistono in terra e in cielo sbarre capaci di imprigionare la Parola ed il Pensiero che la genera.

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