La maturità dei nostri giovani

L’art. 3 della Costituzione recita: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Questo principio fondamentale dell’Ordinamento repubblicano è importante perché si passa da una democrazia formale ad una sostanziale in quanto è compito della Repubblica italiana garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini.
Non c’è dunque un campo precipuo in cui questo principio deve trovare applicazione. I settori sono tutti quelli in cui si realizza lo sviluppo della persona umana.
Ma quali sono i campi in cui innanzitutto si forma la persona umana? Semplice, sono la famiglia e la scuola.
Della famiglia scriverò in altra occasione.
Della scuola, invece, è necessario ed attuale parlare subito.
In questi giorni centinaia di coraggiosi giovani studenti universitari stanno dimostrando di avere passione e senso civico da vendere. Proprio loro, i nostri giovani studenti, hanno intrapreso una iniziativa pacifica ma fortemente simbolica contro il “caro affitti”.
Nelle principali città italiane un posto letto puó costare anche 700 euro e questo prezzo così esorbitante è un insuperabile ostacolo per decine di migliaia di studenti le cui famiglie non hanno un reddito sufficiente per sobbarcarsi una spesa così ingente.
Con la conseguenza che migliaia e migliaia di studenti non fanno vita universitaria, ma sono costretti a fare i pendolari ed a vivere la loro esperienza con un profondo senso di frustrazione perchè sono studenti “fuori sede”.
Questo non è giusto e la colpa non è certo dei proprietari degli immobili, perchè, ricordiamolo sempre, viviamo in una società democratica e liberale in cui la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge (art. 42) ed i privati (proprietari) hanno diritto di godere dei frutti del loro bene.
Non scarichiamo dunque la responsabilità di questa grave situazione sui privati, a meno che si voglia guardare con nostalgia ad esperienze collettivistiche che nulla hanno a che vedere con la realtà sociale e giuridica italiana.
No, la soluzione va cercata altrove. E deve essere la Politica a farlo, sforzandosi di individuare idee e risoluzioni pratiche e veloci per dare risposta ad un problema attuale ed annoso, che deve trovare necessaria e rapida composizione.
È la Repubblica, quindi lo Stato, cioè Noi tutti, ad essere onerata della rimozione di questo ostacolo ed a fare in modo che in questo Paese tutti i giovani, non solo quelli più fortunati perchè figli di famiglie abbienti, possano vivere la loro esperienza universitaria in modo dignitoso e non patire una situazione di “inferiorità” che è sinonimo di diseguaglianza.
Non facciamo calare l’attenzione sulla civica protesta dei nostri giovani e, anzi, come singoli e come associazioni (specie quelle che pur dichiarandolo nel loro dna hanno da tempo e colpevolmente abdicato al loro ruolo di sentinelle civiche) amplifichiamo la voce di questi giovani così maturi e stimoliamo la Politica e le Istituzioni ad occuparsi e risolvere questo ostacolo allo sviluppo della persona umana.

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