La memoria del passato è la bussola del futuro

Giacomo Matteotti, deputato del Regno d’Italia e segretario del PSU, fu trucidato dai fascisti il 10 giugno 1924.
Qualche giorno prima, il 30 maggio 1924, a Montecitorio, in un’aula gremita e vociante, si alzó dal suo seggio e inizió a denunciare i brogli, le intimidazioni e le violenze di ogni genere che erano state perpetrate nel corso delle elezioni del precedente 6 aprile, quelle che videro trionfare i fascisti a scapito dei popolari e dei socialisti.
Alla fine concluse il suo discorso con parole che avrebbero pesato, e non poco, sul suo destino:
“Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto; e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni».
Il 3 gennaio 1925 Benito Mussolini pronunció un discorso alla Camera dei Deputati che, purtroppo, determinerà la fine della democrazia e l’inizio della dittatura: «Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. (…) Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale il l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi».
A distanza di 86 anni da quel tragico dì, la memoria ci aiuta a ricordare una figura politica coraggiosa ed onesta.
E ricordare non solo si deve ma fa bene alla mente e al cuore. La memoria del passato consente a ciascuno di sapersi orientare nella selva del presente e di trovare la via nella foresta del futuro.
Il coraggio di Giacomo Matteotti, che andó consapevolente incontro alla morte e che per questa ragione ancora di più merita la nostra gratitudine, sia di esempio e di monito per noi tutti: NO alla dittatura, SI alla democrazia.

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