La Pace e la Giustizia: un binomio indissolubile

Cari Amici, siamo transitati nel 2024.

Tra un anno che tramonta e uno che sorge esiste un filo aureo che si chiama memoria, perchè l’oggi e il domani si costruiscono solidamente solo ricordando l’ieri.

Per essere migliore del precedente, il nuovo anno deve ricordare errori, torti e ingiustizie, per ripararli e fare giustizia.

Così come deve rammentare le cose belle e i successi, per emularli e ripeterli con maggiori ampiezza ed intensità.

Il 2023 ha purtroppo perso molto terreno sul fronte della Pace e della Giustizia.

Cosa dire e cosa fare?

Parlare di Pace e di Giustizia non è mai abbastanza e più se ne parla e meglio è.

Ma fare, costruire, contribuire alla Pace ed alla Giustizia è ciò che davvero serve, è meglio di mille parole di mera circostanza, è meglio di comunicati altisonanti ma miseri di contenuto e di visione, è meglio di medaglie e medagliette distribuite a pioggia.

Voglio iniziare questo nuovo anno chinando il capo in segno di stima e ringraziamento davanti alle donne ed agli uomini della Nave Vulcano della Marina Militare italiana che è ormeggiata nel porto egiziano di al Arish, la quale è un “pronto soccorso galleggiante” inviato a soccorrere la popolazione civile della Striscia di Gaza.

Tra loro c’è anche mio caro amico, un civile, che però è un vero “soldato della Pace”, un uomo vero che i buoni costumi li pratica per davvero, non a parole.

Non posso citare il suo nome, ma mi conforta sapere che sul ponte di Nave Vulcano le sue mani sapienti e il suo cuore aperto sono lì ad aspettare l’uomo che ha bisogno.

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