La pietra d’angolo

Ieri mattina ho avuto due fortune.
La prima di trovarmi a Milano presso la Società Umanitaria (Istituzione milanese – davvero – benemerita) per assistere alla lectio magistralis della Prof.ssa Marta Cartabia sul rapporto tra Diritto, Libertà e Democrazia.
L’altra di poterlo fare con il secondo dei miei figli (evento molto raro, considerato che ha vent’anni e che a questa età ai genitori si preferiscono gli amici).
In particolare mi hanno colpito queste parole della Professoressa Cartabia: “La Corte costituzionale, ripetutamente, ha posto un forte accento sul rapporto tra libertà di manifestazione del pensiero e regime democratico, affermando che la prima è pietra angolare dell’ordine democratico e cardine di democrazia nell’ordinamento generale”.
La Professoressa ha poi continuato affermando che se ad un regime democratico si toglie la propria pietra angolare, “il sistema crolla, perchè è un sistema senz’anima”.
Questa espressione, “senz’anima”, mi ha segnato profondamente e mi ha fatto riflettere.
Uno Stato, un ente, una qualsiasi associazione, una comunità religiosa o laica, possono essere forti, numerosi, potenti, ma se negano la libertà di manifestazione del pensiero, se non consentono ai loro associati di esprimersi liberamente ed anche, eventualmente, di dissentire, di votare no ad una legge, ad un bilancio, di censurare in modo lecito e civile un comportamento o una decisione di chi governa, ebbene la conseguenza è una sola: non hanno anima.
E senza anima, senza coscienza, senza pietra angolare, la casa della Democrazia crolla e nessuno si salva.
“Bella senz’anima” cantava Riccardo Cocciante.
Ecco, è compito di ogni sincero e reale democratico fare in modo che chi nega o semplicemente affievolisce la libertà di manifestazione del pensiero sia considerato per quello che è, ossia “un povero diavolo senz’anima” che va contrastato e buttato fuori dalla casa della Democrazia.

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