La Polizia Penitenziaria è lo Stato

Ieri, a Roma, sulla terrazza del Pincio, è stato celebrato il 206° annuale della Polizia Penitenziaria.
Le donne e gli uomini del Corpo sono stati omaggiati dal Presidente del Senato, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro della Giustizia, dal Capo del D.A.P. e da migliaia di cittadini che hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’attaccamento ad uno dei Corpi delle Forze dell’Ordine.

La Polizia Penitenziaria merita l’affetto e la stima di tutti gli italiani perché è il baluardo dello Stato e la sentinella della democrazia all’interno di un luogo, il carcere, che è certamente afflittivo perché priva del bene della libertà coloro che hanno sbagliato, i quali, però, come sancisce mirabilmente la Costituzione repubblicana, hanno diritto di essere efficacemente aiutati a tornare sulla retta via.

Certo, a volte, specialmente davanti a delitti efferati, diventa difficile per chiunque credere nella finalità rieducativa della pena, ma proprio per realizzare questo altissimo scopo, proprio perché sono loro i primi a crederci ed a sentire di volerlo e doverlo fare, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria si dedicano ogni giorno alla sorveglianza ed anche alla difesa della vita e della dignità di coloro che sono reclusi. E soffrono e gioiscono assieme a loro, perché il carcere contiene le vite di tutti.

La Polizia Penitenziaria è lo Stato e ad essa, alle donne ed agli uomini che ne indossano la divisa, alle decine di vittime che la onorano e i cui nomi sono vergati a lettere d’oro sulla lapide della perenne memoria, mi inchino deferente e riconoscente.

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