L’Arte come Cura

Un antico detto recita: “I mali dello spirito si curano con il corpo, i mali del corpo si curano con lo spirito”.
Nel campo della medicina l’Arte è stata sempre presente.
Lo è stata nel descrivere la scienza medica con la pittura e la scultura: basta pensare alla celebre “Lezione di anatomia del dottor Tulp” di Rembrandt, alle raffinate tavole che accompagnano gli scritti di Vesalio, agli studi anatomici dei più grandi pittori (Leonardo, Michelangelo, Raffaello), alle irraggiungibili profondità scultoree del “Cristo velato”, conservato nella cappella napoletana di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo.
Ma lo è stata anche – lo spirito che aiuta il corpo – come ausilium in molte situazioni in cui la medicina era impotente.
Basta ricordare Beethoven che, trentanovenne e completamente sordo, scrisse la Nona Sinfonia.
Perdersi in un quadro, ammirare in silenzio una scultura, sognare ad occhi aperti con un racconto o una poesia, innamorarsi di una melodia, costituiscono gli antidoti più efficaci per resistere e guarire dalle tante e gravi situazioni di malessere fisico ed esistenziale che oggi attanagliano l’uomo, senza distinzione d’età.
Dunque, l’Arte è salvezza, termine che etimologicamente richiama quello di salute. Insomma, è proprio vero, l’Arte è Cura.

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