Lettera ad un amico

Ci sono momenti in cui avresti voluto essere altrove per stare vicino ai tuoi affetti o ai tuoi compagni e amici, ma i fatti della vita, o la volontà di altri, te lo hanno impedito.

In quei momenti ti senti come recluso in una gabbia e ne soffri molto, specie se chi ti ha intrappolato non è il destino, che accetteresti certamente, ma solo la malvagità e l’ambizione di un altro uomo, che non puoi e non devi accettare.

Ma proprio in quei momenti non devi smarrirti e devi ricordare che si può intrappolare il corpo, ma nulla e nessuno possono ingabbiare il cuore e la mente di un uomo perchè essi sono naturalmente liberi e non c’è luogo che è loro precluso.

Il cuore e la mente sono dunque come il vento, che non può essere fermato con le mani o con i muri.
Un artista dei nostri giorni, Lorenzo Cherubini, noto come “Jovanotti”, qualche anno fa cantava: “Nessun filo spinato potrà mai fermare il vento”.

Ecco la medicina: anche se il fato o un altro uomo ti hanno segregato in una prigione, devi sentirti ed essere come il vento, libero, forte, capace di travolgere ogni resistenza, consapevole che nessuno può imprigionare il cuore e la mente di un uomo, neppure il destino, figurarsi la volontà di un mortale uomo malvagio che erge un filo spinato fatto di falsità e dispotismo.

Un ultimo consiglio: il vento non conosce confini, non può essere imbrigliato e raggiunge sempre la meta prefissata.

Oggi, domani e sempre sentiti come il vento e raggiungerai tutti i luoghi che vorrai e starai con i tuoi affetti, amici e compagni. Per costruire con loro il futuro, sapendo che il muro più alto o il filo spinato più fitto nulla possono contro il vento.

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