L’Ombra

Quando la vita è in noi possiamo pensare, parlare, camminare, correre, dormire, sognare, emozionarci, essere felici, essere tristi e fare mille altre cose. Insomma possiamo essere, esistiamo.
Ma c’è uno stato, in particolare, che ci accompagna, che non si separa mai da noi, che non si può afferrare, che non ha odore e sapore, che non fa rumore, che più di ogni altro stato e cosa dimostra che siamo vivi: è l’ombra!
L’ombra ci accompagna da quando nasciamo e non ci molla più, ogni giorno si proietta per terra, ci segue, non si stacca mai, ma, prima o poi, ci ingoierà con la morte e in quel momento si allontanerà per sempre dal corpo.
Ma l’ombra è un’amica dell’uomo, non è il male, non è un demone e non va confusa con la tenebra.
L’ombra è vita perché costituisce il riflesso della luce, è un luogo fisico e anche interiore, una sorte di prigione buia e profonda in cui l’uomo trattiene i suoi vizi.
Ecco dunque la funzione vera dell’ombra: essere il nero rispetto al bianco, essere l’altra parte di ciascun uomo, che è assieme luce e ombra.

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