L’Uom Fatale

Don Lisander, a proposito del Corso, coniò una definizione immortale: “L’Uom Fatale”.

Napoleone Bonaparte fu molti uomini in uno soltanto: italiano, francese, soldato, generale, geniale stratega, imperatore, legislatore illuminato, liberatore e oppressore di popoli, creatore di idee e portatore di laicità.

Fu monarca dell’Europa e poi detronizzato ed esiliato, ma su di lui non scesero la coltre dell’indifferenza e la vergogna dell’oblio che la Storia ha invece riservato a tanti. Anzi, perenne è la sua luce.

Mi piace ricordare a proposito di laicità e di libertà della circolazione delle idee, pur tra le tante ombre del Corso, che nel nostro Paese sotto la sua dominazione avvenne la creazione, in entrambi i casi a Milano, del Rito Scozzese Antico e Accettato, il 16 marzo 1805, e subito dopo, partorito dal suo generoso ventre, del Grande Oriente d’Italia, il 20 giugno 1805.

Ad entrambi si dedicò il suo figlioccio, Eugenio de Beauharnais, primo Sovrano del Rito Scozzese e primo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

Questa è la storia e la storia non si cambia, anche se non piace (qualcuno non vuole capirlo… ma lo imparerà presto).

Continuò Don Lisander: “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”. Per me lo fu.

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