Mehr Licht!

Torno sulla cattura del mafioso Matteo Messina Denaro perchè sono arrabbiato.
Sono passate poco più di 48 ore dal suo arresto e i tantissimi “investigatori” e “conoscitori delle cose di mafia” del nostro Paese (pari almeno agli altrettanto numerosi “allenatori” che solo dopo il fischio finale dell’arbitro conoscono sempre la giusta tattica che avrebbe fatto sicuramente vincere la partita) si sono scatenati in giudizi, riflessioni, commenti, esternazioni complottiste, dietrologie e in ogni altra tipologia di affermazioni indiziarie e prive di prova che trasudano solo di populismo e cialtroneria.

Su alcuni giornali, in molte trasmissioni televisive, sui social, nei luoghi di lavori, nei bar, dal barbiere e nei tanti altri luoghi di aggregazione sociale, fatta salva qualche rara eccezione, si leggoni sentono solo frasi di questo tipo: “mica l’hanno preso, è lui che si è fatto catturare”, “sapevano tutti dov’era”, “perchè non l’hanno arrestato trenta o venti anni fa”, “l’ha tradito il nuovo capo della mafia”, “era stanco della latitanza e ha deciso di farsi curare in carcere”, “l’hanno protetto la massoneria e i servizi”, “tanto comanda già qualcun altro” e via dicendo.

Ma è possibile che anche nei momenti di fulgidità della vita della repubblica (e questo lo è e sarà ricordato nei libri di storia) noi italiani (o meglio, la maggior parte di noi) dobbiamo dare prova di becero qualunquismo?

Perchè invece non gioire autenticamente e riconoscere che l’arresto dell’ultimo capo della mafia stragista è avvenuto grazie a una seria e lunga indagine dei Carabinieri, coordinati dalla competente DDA?

Perchè mortificare con le predette degradazioni sciatte e qualunquiste le centiniaia di migliaia di ore di lavoro effettuate dai Carabinieri e dai magistrati inquirenti, i quali hanno sacrificato famiglie, mogli, figli, genitori, fratelli, passioni, hobby, cura dei propri malanni, che hanno speso migliaia di notti e giorni per seguire piste e indizi poi rivelatisi inesistenti, che hanno dovuto chissà quante volte fare i conti con il senso di frustrazione?

Perchè non dire che specie durante gli ultimi dieci anni attorno al capomafia è stata fatta terra bruciata arrestando la sorella, il cognato, i nipoti e centinaia di fiancheggiatori, confiscando risorse economiche inimmaginabili (oltre 4 miliardi di euro, di cui 150 milioni nel 2022)?

Io a questo stillicidio non ci sto, non partecipo e lo denuncio civilmente e pubblicamente.
Matteo Messina Denaro non si è fatto arrestare (nessuno, benchè malato, specie se abituato alla bella vita, vuole passare il resto dei suoi giorni al chiuso di una cella di 10 metri quadrati e sorvegliato h24) ma è stato arrestato dal ROS dei Carabinieri. Punto!

Io porto rispetto e provo sincera e altissima ammirazione per le donne e gli uomini delle istituzioni che si sono dedicati per anni al perseguimento di questo arresto, persone che hanno agito nell’anonimato e che ben sanno di dover continuare ad agire così, persone che magari sono nostre vicini di casa o che incontriamo al bar o al supermercato senza, però, sapere chi sono e cosa hanno fatto, senza poterli ringraziare. Persone eccezionali che agiscono nel totale anonimato e sono contenti di farlo perchè hanno ideali, passioni, coraggio, forza, perchè possiedono il senso dello stato.

Io sto con loro e non con i “terrapiattisti” dell’investigazione, che non sanno, non conoscono e sopratutto esprimono le loro “verità” errate ma incrollabili dal caldo di uno studio televisivo o dalla scrivania di casa o tra un caffè e l’altro.

Un’ultima chiosa: così come le parole insensate e pregne di banalità populista non fanno affatto bene, anche il silenzio fa un rumore assordante ed è pericoloso.

La cattura di Matteo Messina Denaro è uno spartiacque: o si sta con lo Stato o, se si resta in silenzio (specie quando i media e anche taluni magistrati assai autorevoli parlano di “coperture” da parte di taluni settori sociali), si rischia di alimentare le voci e sensazioni (sbagliate) di commistioni e\o di sopportazioni imposte dal ras locale. Tutti hanno il dovere di dire da che parte stanno e soprattutto lo hanno coloro che portano la responsabilità di guida di gruppi sociali, tertium non datur!

Concludo dicendo che questo è un momento storico, un momento di luce e, per dirla con Goethe,sia ora il tempo della Luce: Mehr Licht!

Condividi questo articolo...

LinkedIn
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email