Oggi è la giornata mondiale dei donatori di sangue

Il 14 giugno e’ nato Karl Landsteiner, lo schivo medico austriaco che nel 1900 identifico’ i gruppi sanguigni umani. Per questa eccezionale scoperta fu’ premiato con il Nobel. A lui si deve anche la scoperta del fattore “Rh” e grazie a lui possiamo praticare trasfusioni in sicurezza e fare gli “esami del sangue” per verificare lo stato di salute del nostro corpo.
Il sangue è anche un simbolo ed ha anche un genitore “mitico”: come racconta Ovidio nel quarto libro della “Metamorfosi”, Perseo, dopo avere ucciso Medusa, ne appoggia la testa mozzata su uno strato di alghe marine che, assorbendone il sangue, si trasformano nella rossa vegetazione, il corallo, che abita i nostri mari e che adorna il bambino della “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca.
Il sangue è vita e salvezza, protezione e meraviglia. Ma anche morte e vendetta.
L’umanità è immersa in un mare di sangue. Il sangue che irrora di vita i nostri organi e porta ossigeno ai nostri pensieri è anche quello che fa esplodere i nostri sentimenti, che da corpo ai nostri incubi, traboccando dall’ascensore di Shining o dai corpi squarciati di Bacon o dalle vendette tribali e familistiche.
Il sangue è anche metafora: buon sangue non mente, sangue alla testa, all’ultimo sangue, musica nel sangue, sangue del mio sangue e molti altri ancora.
Il sangue è simbolo di tutto: fatica, rabbia, amore, ferocia. E’ in un fiume di sangue che Dante immerge i violenti: il Flegetonte. E’ il sangue il protagonista della Bibbia e con il Nuovo Testamento entra in scena il sangue di Cristo, che “purifica da ogni peccato”, che rosseggia in tanti dipinti, che traspira dalle icone della crocefissione, che zampilla dal costato trafitto, dalle mani e dai piedi inchiodati.
E però, proprio oggi, il sangue significa vita ed il gesto bellissimo e di vera solidarietà che è compiuto ogni giorno da milioni di persone con il dono del proprio sangue significa amore verso il proprio fratello.
Val la pena di una chiosa finale, garbata ed ironica, che sublima il simbolo del sangue. L’ipocondriaco geniale, che risponde al nome di Woody Allen, a proposito di un minimo (e per lui fonte di preoccupazione) sanguinamento, disse: “Sangue: strano, dovrebbe star dentro”.

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