Salviamo la Storia, salviamo la Cultura italiana!

La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi: la Sindaca di Roma ha deciso di sfrattare dai locali che occupa da ben 97 anni (“L’Oratorio dei Filippini”) l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, cioè la massima istituzione culturale italiana che raccoglie, studia, diffonde e tramanda la memoria di quel periodo eccezionale della storia italiana ed europea che fu il Medio Evo.

Questa notizia, alla quale ovviamente i giornali hanno dedicato un mero trafiletto (perché fa più notizia un bisticcio dentro la Casa del Grande Fratello o all’Isola dei Famosi!), è una vera e propria iattura per la cultura italiana.

Voglio esser da subito chiaro: qui non si tratta di una minuzia priva di significato. Qui non si discorre di qualcosa di superfluo o in qualche modo sostituibile! Qui di discute, a ben vedere, della Vita stessa della Cultura nella nostra Repubblica.

Colpire l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo non è colpire una singola Istituzione, è ben altro! È nuovamente infliggere un colpo mortale alla Cultura e agli Studiosi che sono impegnati, ogni giorno, nel fare e divulgare.

E questo provvedimento della Giunta capitolina non è che una ulteriore attestazione della degradante condizione in cui è ridotta, tra le altre nobili scienze umane, quella storica; perché, se la Storia è “luce della verità”, privare quanti la praticano del sostentamento – chè tale deve essere considerato l’enorme patrimonio documentale e librario di cui l’Istituto è custode – è privare la Collettività, cui l’opera dell’Ente si rivolge, della verità in sé. È, in altre parole, continuare colpevolmente a favorire l’imbarbarimento di un popolo.

Si perpetra in siffatto modo, per il tramite di un sudicio strumento burocratico, un assassinio culturale a danno della Nazione che, più di ogni altra, ha irradiato della propria Cultura il Mondo occidentale.

E che dire del fatto che questo avviene – senza che ciò provochi, cosa ben più turpe, il minimo sdegno nella Collettività – nel cuore della nostra Nazione, a Roma? La Città Eterna viene privata di una delle Istituzioni culturali più importanti al Mondo, cemento della nostra res publica. Dall’Istituto Storico provengono, infatti, le più celebri raccolte documentali relative alla nostra Storia, alla comune Storia del Popolo italiano in barba, fatto gravissimo, al disposto dell’Articolo 9, comma 1, della Costituzione, che dispone: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica».

Senza l’incessante e infaticabile opera degli Studiosi che ne hanno animato la più che secolare vita – si pensi che l’Istituto è tanto venerabile da essere stato fondato non molto dopo l’Unità d’Italia – molte delle più preziose testimonianze del Nostro passato sarebbero rimaste sconosciute o, fatto ben più grave, sarebbero state consegnate all’oblio perpetuo.

Immaginare un Popolo senza Storia, dunque, è come guardare all’interiorità del sé e scoprire che non vi è nulla: nessun ricordo, nessuna comune coscienza nazionale. Perdere il ricordo storico – la “luce della verità” – è perdere la propria identità, è, terribile destino, vagare verso un futuro incerto. Una Nazione che vaga, senza passato, verso l’ignoto.

È questo che vogliamo? No! La Nazione, ha bisogno della propria Cultura, ha bisogno dei luoghi della Cultura, ha bisogno della Storia e della memoria. Insegna Cicerone: “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, messaggera dell’antichità”.

La classe politica, tutta, deve tornare a dare priorità alla Cultura, in ogni sua forma: solo attraverso la ricerca, l’insegnamento, la divulgazione del Sapere è possibile arrestare la discesa verso un decadimento senza limiti, verso, ahimè, la creazione di una futura Repubblica ignorante rispetto alle più alte manifestazioni del proprio passato e priva di armi, quelle indispensabili della Conoscenza, per affrontare il difficile futuro che la attende.

Salvare l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo è, dunque, un imperativo morale: è impedire l’assassinio della nostra comune e antichissima Cultura ed è fare il bene e il progresso dell’Uomo!

Condividi questo articolo...

LinkedIn
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email