Sergio Cosmai e Filippo Salsone: due Eroi da non dimenticare

Una millenaria e sapiente dottrina insegna che il comportamento che un uomo deve tenere ha sempre, quale unico fine, la causa giusta: “Se vi esporrete a versare il vostro sangue, che sia sempre per una causa giusta”.
Che straordinaria potenza si sprigiona da questo simbolico ammonimento: all’uomo, per essere tale, non è consentito altro comportamento che fare la cosa giusta. E coloro che versano il sangue per una causa giusta sono uomini valorosi, uomini da seguire.

Ne potrei citare tantissimi di uomini di valore, ma voglio nominare i due a me più cari: Filippo Salsone e Sergio Cosmai.
Due Uomini veri, due Uomini che hanno lottato e versato il loro sangue per una causa giusta, purtroppo non solo simbolicamente.
Due Uomini legati indissolubilmente in vita e nella morte: Sergio Cosmai, Direttore del Carcere di Cosenza, ucciso il 13 marzo 1985 dal gruppo criminale Bruzio facente capo a Franco Perna; Filippo Salsone, Maresciallo Capo e Comandante degli Agenti di Custodia del Carcere di Cosenza, ucciso il 7 febbraio 1986 dal gruppo criminale contrapposto, quello di Franco Pino e Antonio Sena.
Un’unica ragione causale del prematuro destino mortifero: avere ripristinato le regole e affermato la supremazia dello Stato all’interno del carcere cosentino. Offesa non perdonata dalla ‘ndrangheta bruzia.
Un unico comune denominatore valoriale: il senso autentico dello Stato, la volontà di non piegarsi alla prepotenza mafiosa, la determinazione di seguire e indicare unicamente la strada della legge. Senza paura di niente e di nessuno.

“Cosmai e Salsone, due eroi da non dimenticare. Sono eroi della rieducazione e del rispetto delle regole. Sono molto emozionato mentre parlo di loro perché queste due persone rappresentano la colonna vertebrale dell’Amministrazione Penitenziaria” (dichiarazione dell’11 marzo 2022 di Roberto Tartaglia, vicecapo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria).

È gravosa la loro eredità? È un fardello non sopportabile?
No, affatto, specie per chi è figlio loro, naturale e putativo: basta seguirne l’esempio, basta avere il senso dell’onore e delle istituzioni, basta avere la schiena diritta e non cedere alla tracotanza violenta del potere criminale e deviato, basta voler essere un uomo valoroso e un esempio da seguire, basta non avere paura di versare il proprio sangue per una causa giusta.

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