Sulla tragedia di Giulia Cecchettin

Si è scritto e detto tanto sull’ennesimo caso di femminicidio che ha sconvolto tutti. E molto altro si dirà e si scriverà nei prossimi giorni e settimane. Poi calerà il silenzio, purtroppo, come sempre, fino alla prossima volta.

Non ho ricette.

Penso peró che queste tragedie possano essere evitate, prima e più ancora che con la deterrenza legale, con il recupero sociale e culturale del valore di intangibilità della vita umana.

Siano di guida le parole di straordinaria lucidità pronunciate oggi da due uomini che stanno soffrendo la pena disumana di questa tragedia, il papà della povera Giulia, e il papà di Filippo, il suo aguzzino.

Ciascuno, se vuole, le introiti e le maturi nel suo intimo e, se genitore o educatore od anche come essere umano, le insegni, specie ai giovani, con la speranza che, prima o poi, non ci sià più una prossima volta.

Il papà di Giulia, Gino Cecchettin: “Ragazze, denunciate così avrete salva la vita. Da questa vicenda deve nascere qualcosa. Noi come famiglia ci impegneremo attivamente affinché questo non succeda più. Come padre mi faccio delle domande, purtroppo per me il tempo è al passato, ora facciamo qualcosa per chi può essere ancora salvato, così che il sacrificio di mia figlia non sia vano. Ringrazio il ministro per la proposta di dare comunque la laurea a Giulia, ma per me si è laureata giovedì. Dobbiamo farci forza e guardare al futuro”.

Il papà di Filippo, Nicola Turetta: “Siamo ancora sotto shock da quello che ha combinato nostro figlio. Non capiamo come possa essere successa una cosa del genere, e porgiamo le massime condoglianze, siamo vicinissimi alla famiglia di Giulia, perché le volevamo bene. Io da padre ho pensato che fosse un figlio perfetto, perché non mi aveva dato mai nessun problema, né a scuola né con i professori, mai un litigio con qualche compagno di scuola o che altro. Mai. Con il fratello più piccolo, neanche una baruffa”. E ancora: “Sarà dura riabbracciarlo, ma resta mio figlio”.

Al dolore non serve aggiungere altro.

Condividi questo articolo...

LinkedIn
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email