Un Uomo libero: Giordano Bruno

“Non è la materia che genera il pensiero, ma il pensiero che genera la materia”.

Roma, Piazza di Campo dè Fiori, 17 febbraio 1600: il frate domenicano Giordano Bruno viene bruciato vivo dall’Inquisizione perché Uomo di libero pensiero.

Oggi sono trascorsi 424 anni dalla morte di Giordano Bruno, ma, purtroppo, coloro che dovrebbero ricordarlo perché si ammantano di essere gli eredi e i continuatori della sua infinita guerra contro l’oscurantismo e il dogmatismo, se ne sono colpevolmente dimenticati, forse perché affaccendati in altre questioni più materiali (mi verrebbe da dire “metalliche”).

Eppure, toccherebbe proprio a loro, per vocazione e funzione, commemorare ed esprimere la gratitudine imperitura degli uomini liberi a colui che non desistette dai propri principi neppure davanti alle fiamme ardenti e dette modo all’ambasciatore francese di lamentarsi della puzza di carne bruciata.

Eppure c’è bisogno di Giordano Bruno anche oggi. C’è bisogno di libertà di pensiero, c’è bisogno di confronto, c’è bisogno di Luce. E coloro che possono riaccendere la lampadina in un’epoca oggettivamente buia e in cui il libero pensiero e l’etica stanno arretrando vistosamente a favore del pensiero inquisitorio e dominante e dell’affarismo più spinto e immorale, siamo solo Noi, tutti insieme.

Facciamolo, anche nel nome di Giordano Bruno!

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